ULTIMA ALTERAZIONE
 

di Alessandro Costa e Iacopo Venni


Un forte rombo disturba la quiete di Civita di Bagnoregio, lo spiazzo deserto del parcheggio sarebbe pieno di turisti se non fosse un giorno feriale, forse proprio per questo motivo Villalobos ha deciso di scegliere il mercoledì.

Le ultime curve sono state percorse con nervosismo e più di una volta la motocicletta ha rischiato di uscire di strada, ma si vede che non era destino.

Alessandro si ferma, spegne la moto, si toglie con lenti movimenti sia il casco che il passamontagna in seta, mette il lucchetto e con evidente ansia si reca al bar in cerca della vecchietta che l'ultima volta li ha accolti.

< Chissà come Loki prenderà questa visita - si sofferma a pensare - e chissà se deciderà di aiutarmi>

La vecchia nel bar non si vede, e Alessandro si guarda intorno, visibilmente sconcertato e un po' indeciso sul da farsi.
Certo, almeno la "vista" non è peggiorata... La vecchia è stata sostituita da una splendida ragazza dai capelli rossi.
Alta e sottile si ravvia i capelli con la mano, in un movimento lento e sensuale... Con un sospiro Alessandro si fa forza e si muove verso il bancone.
Con gli occhi verdi la ragazza lo guarda: - Posso aiutarla?- con la voce molto bassa gli chiede gentilmente folgorandolo con un sorriso.
- Ehm... Er.. Un caffè per favore.- chiede Alessandro, - e una domanda, per favore.-
- Mi dica...- chiede la giovane voltandogli le spalle mentre si appresta a preparare il caffè richiesto.
Lo sguardo dell'enigmatico si posa inconsapevolmente sul sedere della ragazza mentre numerosi pensieri corrono ad affollargli la mente.
- Sono venuto qualche mese fa, e avevo conosciuto una simpatica signora anziana. Siccome passavo da queste parti avrei voluto salutarla... Ma non la vedo...-
- Ah mia nonna!- esclama la ragazza sorridente, mentre Villalobos si appresta velocemente a riportare lo sguardo sul suo viso cercando di apparire del tutto naturale. - È a casa. Sa, alla sua età non è più troppo attiva. Si stanca facile. Ma se non ha problemi e ci tiene a salutarla l'accompagno appena finito il turno, fra un'oretta. Le farà sicuramente molto piacere!- guarda Alessandro e gli sorride calorosamente.
Villalobos acconsente, prende un giornale e si mette a leggerlo mentre sorseggia il caffè prima e un succo d'arancia dopo... 
Finalmente la ragazza finisce il turno, lascia il bar nelle mani di un'altra ragazza e si avvicina al suo tavolo.
Si siede, con la faccia stanca ma sempre illuminata da uno splendido sorriso... - È gentile a voler salutare mia nonna... Non si trovano più persone così...- abbassa un po' lo sguardo - che si preoccupano per dei vecchietti per fare un semplice saluto...-

- Ma è stata così gentile l'altra volta... ha aperto il bar appositamente per noi, giusto per permetterci di rinfrancarci con il vostro meraviglioso caffè dopo il lungo viaggio - le risponde sfoggiando il miglior sorriso di cui è capace.
- A proposito, mi saprebbe dire a che ora è possibile visitare il castello?
L'altra volta era chiuso e forse adesso potrei avere maggior fortuna.-
Alessandro si perde negli occhi della ragazza, è decisamente il suo tipo ed è parecchio che il giovane non si lascia un po' andare.
Lei si accorge del fascino che ha esercitato sul giovane cliente anche se questi pare leggermente imbarazzato.
In effetti Villalobos teme che la ragazza in realtà non sia quel che sembra, si sente un po' a disagio con questi pensieri, è tutto un po' troppo complicato ma teme che da un momento all'altro l'avvenente barista si trasformi in una creatura delle favole, con occhi viola e capelli verdi.
Un conto sarebbe provarci con un'ignara, un altro sarebbe ritrovarsi improvvisamente a cena con Loki, magari al lume di candela... 
È da quando si è risvegliato al Pathos che non è più in grado di comportarsi naturalmente in società, da quando poi suo Padre lo ha nominato Araldo le cose sono anche peggiorate se possibile, è come se l'enigmatico non si sentisse più un semplice uomo, l'aver scostato il Velo gli impedisce di vivere il mondo e le proprie emozioni con la naturalezza di sempre, in tutto ciò che vive l'ombra del Pathos è sempre più presente, quasi non si potesse più leggere la realtà in altra chiave che quella della sua nuova vita. I rapporti con le persone poi non sono più gli stessi, il Desiderio lo sta attanagliando sempre più, non riesce quasi più a liberarsi dalla sua pressante presenza, ma non riesce nemmeno a soddisfarlo, l'unica cosa che lo appaga è cercare di scoprire cosa si celi dietro a questo.
Da qualche mese sente l'esigenza di lasciarsi trascinare da queste nuove sensazioni, di capire di più, di avvicinarsi alla Rete che sente presente in tutto ciò che fa, è come se stesse trascendendo, come se sentisse il bisogno di staccarsi dal mondo comune e reale per entrare in comunione con le sue Emozioni.
Anche prima del suo risveglio questo era stato il motore della ricerca ma ora aver visto dietro il Velo non gli è più sufficiente, avverte il Desiderio di accomunarsi ad essa, di lasciarsene permeare, di avvicinarsi alla Rivelazione Pura, all'Enigma in tutti i suoi sette risvolti, non più solo a quello del Desiderio.
Con questi pensieri e queste emozioni Alessandro fissa lo splendido volto della ragazza che gli siede davanti, combattuto tra il desiderio di possederla, di scoprire cosa lei desideri, di estraniarsi da quella realtà apparente per raccogliere tutte le Sette Emozioni vibranti in questo luogo e sentirsi appagato dalla Rivelazione che esse portano con loro.

Lei si muove sulla sedia distogliendo Villalobos dai suoi pensieri.
- Perché mentre aspettiamo tua nonna non mi mostri questi luoghi? - le chiede senza rendersi conto che forse la richiesta può sembrare inopportuna - manca ancora mezz'ora a sera e mi piacerebbe vedere il panorama, dev'essere assolutamente affascinante.-
Alessandro si accorge si essersi preso un po' troppa confidenza ma non riesce a fermare le parole.

La ragazza sorride: - Volentieri- gli dice - A proposito... Non ci siamo neanche presentati, io mi chiamo Valentina.- e gli tende la mano, illuminandolo ancora con i suoi splendidi occhi verdi sorridenti.
- A... A... Alessandro- risponde prendendo la mano che gli offre... Poi la parte di Desiderio che suo Padre gli ha donato prende il sopravvento... Non lascia la mano e si alza... Portandola con sé... -Andiamo- le dice, - mostrami la cittadina... L'ultima volta sono venuto troppo di corsa per riuscire a vedere qualcosa... Mi portavano qui fatti importanti.-
Lei si alza, e con un risolino malizioso, lo segue.

È molto caldo, per essere una giornata di marzo, ed il sole risplende forte. In lontananza, oltre il ponte, le rovine dell'antica città, sono avvolte da un sottile strato di nebbia.. Come il Pathos... In questo momento riposto dietro altre vecchie, e ben volentieri ritrovate, sensazioni. Come una pausa, una vacanza da demoni e dei. Per un attimo tutto sembra come un tempo. Prima che il Velo gli fosse squarciato davanti e Okeanos gli fosse mostrato.

- Ho fame!- dice Valentina, - Ti va di andare a mangiare in un posto carino? Ne conosco uno dove si mangia bene ed è tranquillo. Poi ti mostro qualcosa del paese.-

Senza sapere come Villalobos si trova a tavola con la ragazza, parlando amabilmente e ridendo spesso. Dopo pranzo cominciano a passeggiare per vicoli e borghi.. E arrivano alla cittadina di Civita di Bagnoregio, girando per vicoli e stradine disabitate e, non sa come, mano nella mano con Valentina...
Senza pensare ma solamente lasciandosi trascinare dagli eventi Villalobos passa tutto il tempo a scherzare maliziosamente con la ragazza, spesso i due passano dal camminare mano nella mano all'osservare il panorama abbracciati, quasi fosse la cosa più naturale del mondo; lei forse all'inizio riamane colpita dalla disinvoltura del giovane ma ben presto il suo atteggiamento e la naturalezza dei suoi gesti la conquistano, come si conoscessero da sempre.
Alessandro per molte ore torna a vivere la vita dell'ignaro ma le emozioni che quell'incontro gli provocano sono qualcosa di diverso, non si limitano a renderlo felice, lo appagano a tal punto da dargli la sensazione che siano per lui una sorta di nutrimento per lo spirito, un banchetto talmente ricco da non volersene più distogliere. Come una coppa di vino d'annata quella ragazza lo tiene legato a sé inebriandolo e rendendolo schiavo del suo Desiderio.
Gli abbracci cominciano a farsi carezze, queste divengono scambi di teneri baci via, via più appassionati; come ebbri di Desiderio che lui le offre perché lei gli restituisca emozioni più ricche e dolci, i due si fanno più intimi.
Villalobos per qualche breve istante comprende le parole di Tiresia quando parlavano dello scambio di Emozioni tra uomini e Note, la sua parte conquistata alla Tensione tra Enigma e Desiderio vibra e reclama le Emozioni, ma un Araldo non è tensione, è un uomo, e Alessandro, l'uomo, gioisce della pace ritrovata in quei teneri abbracci, lottando con la sua parte di risvegliato perché questa si faccia da parte e gli lasci vivere l'attimo.
La dolce lotta tra i Desideri dell'uomo e dell'Araldo sprigiona uno charme che coinvolge l'ignara che Villalobos tiene tra le braccia, Valentina è inconsapevole e in balia di quell'euforia che il suo accompagnatore le trasmette.
Come per incanto i due si ritrovano in prossimità del castello, soli e abbandonati ai propri sensi che lentamente cedono il passo a qualcosa di più...

La giovane giace addormentata fra le braccia di Alessandro. Lui la contempla e non sorride. Sa che il momento è ormai passato. E teme quello che potrà accadere. Piano la sua mano accarezza il volto della fanciulla appoggiata al suo petto, come per fissare con il tatto un'altra sensazione, un altro ricordo... Desiderio era diventato Rimpianto... - Eccoti qua figlio mio!- dice una voce alle sue spalle Alessandro si volta. Senza dubbio la figura nell'ombra che gli si para davanti è Enigma di Enigma... Ormai la fisionomia della Nota è familiare.
Prima che il giovane riesca a reagire è il nuovo arrivato a prendere la parola: - Lascia qui mia figlia.. Sarà riportata a casa... E avrà felice ricordo... Adesso abbiamo da parlare se non erro. Per lei ci sarà forse di nuovo tempo più tardi... Vieni...- 
Sa che qui Loki è il Signore e che nulla avviene senza che lui ne abbia deciso l'esito, qualunque questo sia.
La Nota si volta e si avvia verso il castello... È buio ormai fuori. Con riluttanza Alessandro si alza e dopo un ultimo sguardo a Valentina segue la Nota.

Seduti uno di fronte all'altro i due si guardano. Uno pensieroso, uno sorridente... Molte sono le domande che affollano la mente dell'Uomo, L'Araldo di Enigma di Desiderio. È giunto il momento di porre le domande... Avrà le risposte?
- Eccoci qua, Alessandro. Soli, uno di fronte all'altro. Mi hai cercato? O ti stavo cercando io?- sorride...
- Non so se tu mi stessi cercando Loki, ma forse il motivo che mi ha portato qui è lo stesso che ha spinto te a cercarmi... - Dopo una breve pausa spesa ad osservarsi intorno nel tentativo di prendere confidenza con la situazione Villalobos prosegue.
- In realtà non devo porti molte domande, vorrei solo chiederti, se si può dire che ti sto rivolgendo una semplice richiesta, di aiutarmi a completare il mio percorso alla scoperta delle Vie del nostro Sire.
- Sarò sincero con te - gli sorride, - già ho chiesto ad Arianna di aggiungere un tassello alla mia Istruzione, ma lei in questo momento non ha modo di aiutarmi, questo mi ha spinto a rivolgermi a te. Sono stato Risvegliato da parecchio oramai, o perlomeno da un tempo sufficiente a rendermi conto che non posso più ignorare il mio desiderio e il mio dovere di approfondire gli insegnamenti dell'Impalpabile. Nuovi fratelli si sono aggiunti a noi, hanno tutti scelto una strada illuminata da una Guida Immortale e io me ne rallegro, tuttavia ritengo che sia anche compito di noi "anziani" aiutarli; IdoLo ha già raccolto questa responsabilità accompagnando Simona nel suo cammino, io non ho fratelli più "giovani" da seguire direttamente, nessuno ha scelto la Via di Tiresia, mio dovere quindi penso sia occuparmi di chiunque nel nostro Movimento abbia bisogno di aiuto, non solo materiale. Per fare ciò devo addentrarmi nelle pieghe dell'Enigma e questo lo posso fare solo con il vostro aiuto... -

Villalobos rimane in attesa della reazione dell'Immortale che gli siede di fronte, è leggermente turbato, non era abituato a fronteggiare la sua Prima Nota svestita dei panni mortali, il giovane siede leggermente irrequieto e in soggezione, nonostante questo non sia il loro primo colloquio. Loki avverte questo disagio e sicuramente se ne compiace, tuttavia è la prima volta che Villalobos non lo affronta di petto e questo forse lo incuriosisce ulteriormente.

La Prima Nota di Enigma lo guarda con un sorriso.
- Alessandro, questa volta, almeno all'inizio parliamo da amici e basta. Poi verrà la Nota a parlare con l'Alterazione. Perché anche io mi sono posto TE come problema...- sorride vedendo Alessandro muoversi sulla sedia leggermente a disagio per essere stato pensato come un "problema".
- Come dici è molto tempo che sei stato risvegliato. Non il Primo, ma fra i primi di Enigma. Certo vedo sempre in te una certa arroganza... Se non fosse che anche io e i miei fratelli la pensiamo nello stesso modo mi verrebbe da chiedermi chi ti ha detto che è il momento di fare uno scalino in più...-
- Uno scalino in più? - Villalobos appare sorpreso - Certo sono venuto a chiederti Conoscenza, ma per poter essere di maggior aiuto, finora non ho mai chiesto che mi venissero insegnati poteri, ora desidero apprendere i segreti di Enigma per combattere i Guardiani.-
- Certo è che noi non guardiamo solo come ci si presenta ma anche le qualità di una persona...- continua Loki - E malgrado le tue discussioni mai abbiamo avuto dubbi sulla tua lealtà.- si alza e ride forte - Certo che di discussioni ne abbiamo fatte, eh!-
Gira intorno al giovane e mette le mani sulla spalliera della sua sedia. - E cosa pensi che dovremmo insegnarti ancora nelle vie di Enigma.. O come pensi che potremmo insegnarti cose nuove?- sospira
- Non credo di aver raggiunto la Conoscenza, penso di aver moltissimo ancora da imparare, per questo mi rivolgo a te, per chiederti di Istruirmi... perdona ma non capisco.-
- Alessandro, parlando anche con i miei fratelli rimasti, abbiamo pensato che tu possa diventare il Maestro delle Alterazioni di Enigma, l'Ultima delle Alterazioni... Ma UNA cosa deve essere chiara... Non saranno gli altri ad essere al tuo servizio. Ma tu al loro... È questo lo scopo del nome... Ultima Alterazione... Ricordarti sempre che sei al loro servizio... E francamente...- si rimette a sedere guardandoti negli occhi... - Questa è la cosa che mi ha reso titubante. Come ti ho detto prima ti vedo un po' arrogante e assai poco umile... E attenzione... Umile non vuol dire chinare il capo... Ma ascoltare chi ti parla... E provare a ragionare DOPO aver ascoltato se possa aver ragione o torno il tuo interlocutore... Ed avere l'umiltà di capire se la persona che hai davanti ne possa sapere forse realmente qualcosa più di te... - ti guarda... E ti osserva... Cercando di leggere nel profondo del tuo animo...
Villalobos si lascia scrutare, non ha nulla da nascondere, nonostante tutto però non riesce a non parlare, per lui, uomo, la parola è ancora il maggior veicolo di comunicazione e purtroppo non riesce a farne senza: - Io... Maestro del Segreto??- Alessandro cerca di trovare il modo di esprimere quello che sente - Ne sono Onorato, sono felice che abbiate pensato a me e certo non cercherò di usare gli altri miei fratelli a mio vantaggio... cioè... non l'ho mai fatto... perché mi accusi di ciò? Non mi sembra di essere mai stato arrogante, certo ho chiesto delle spiegazioni ma mi è sempre sembrato legittimo, chiedere per capire, questo è sempre stato ciò che ho tentato di fare, chiedere per rendermi conto se sono io che sbaglio o se posso essere d'aiuto con quel che so...- Alessandro lascia che la Nota lo scruti attendendo che sia Loki a riprendere la parola.
- A parte il fatto che non ho mai detto che ne avresti abusato per tuo vantaggio... Mi sa che io e te facciamo a gara a fraintenderci apposta- sbuffa Loki, - Io ho detto solo di ricordarti l'Umiltà. Di ascoltare i tuoi fratelli. Quelli più anziani quanto gli ultimi arrivati prima di decidere che la tua opinione vale più della loro...- sorride.
- Non posso che darti ragione- risponde rassicurato Villalobos, - sia sul fatto che sembriamo fraintenderci apposta, sia sul resto: mai penserò di essere superiore ai miei Fratelli, mio sarà solo il compito di impormi unicamente quando sarà necessario mettere le storie di tutti al servizio di tutti, per il resto cercherò di essere per loro un riferimento e di mettere la forza della mia posizione al servizio delle loro esigenze. Spero che i miei fratelli si comportino di conseguenza, ti dirò che fra i nuovi qualcuno è un po' troppo ambiguo, in particolare uno sembra giocare da solo, ma finora ha sbagliato tutto e io già ci ho messo una pezza, non so se lui abbia capito, spero di sì o presto dovremo correre a toglierlo nuovamente dai guai, ma ci penseremo a tempo debito.-
La Nota prende una brocca di cristallo e versa da bere, prima ad Alessandro poi a se stesso.
- Idromele...- dice - Ti va?-
- Certo - risponde con l'aria di chi è pronto ad aspettarsi di tutto da quel sorso.
Loki beve un grosso sorso... - Mi piace bere. Fin dagli antichi tempi, quando con Deifobe mia sorella cominciammo a giocare a carte. E dopo un bel po' di questi bicchieri allora venivano fuori le storie più belle. Qualche volta ho anche vinto... Di rado... Mia sorella era un asso quasi imbattibile al gioco... E ogni tanto credo che le poche volte che ho vinto sia stata una sua concessione al Fratello grande.- Sorride... Un sorriso triste, carico di nostalgia e di ricordi.
- Ma torniamo a noi, mio giovane Maestro del Segreto. Tu chiedi conoscenza. Io ti ho dato conoscenza, l'ultima volta che ci siamo visti. La storia intera della Realtà. E tu non l'hai voluta vedere... Io ti ho mostrato la Rete e Gaia e tu non hai voluto ascoltare. Aspettando delle parole che confermassero le tue idee. Ed io per non mentirti non te le potevo dare. E te ne sei andato insoddisfatto.-
- Questo purtroppo è quello che ho lasciato intendere, mi dispiace ma non è affatto così, ho visto la storia che mi hai narrato e ho ascoltato con attenzione le tue parole... so che a voi può essere sembrato diversamente ma avevo capito il mio errore. Se oggi sono tornato proprio da te è questo il motivo, ho capito che sbagliavo, ho riflettuto su ciò che mi hai mostrato e mi sono definitivamente convinto che la mia era una chimera. Ora credo di aver compreso qual è il mio posto e sono qui per chiederti di continuare su quella strada e di Istruirmi e mostrarmi le strade del potere di Enigma.-
Con un lungo sorso svuota il boccale che si era riempito, poi si pulisce la bocca con la manica... 
Villalobos imita la Nota e a sua volta finisce il liquore.
Poi con un gran sorriso fissa Loki sperando di essere riuscito a spiegarsi.
Loki sorride, questa volta con complice amicizia... - Ti sei spiegato, figlio mio, ti sei spiegato. 
Questo era l'importante. Fra noi dobbiamo parlarci e spiegarci. Guarda ad altre armonie ormai quasi distrutte.
Due sono i modi con la quale un'Armonia può continuare a vivere. L'Ordine e l'Obbedienza di Distruzione o la reciproca Fiducia. La Fede. La Fede che le Alterazioni portano verso le Note e gli Eterni e la Fede che le Note e gli Eterni devono avere nelle Alterazioni.
Desiderio ha perso Fede, per quel che vedo, e certo il Pugno duro di Horus non ha ricompattato quello che più non c'era.
Distruzione va avanti solo per gradi e ordini, come una caserma. Discordia... Quanti sono ancora.. E Destino?
E Psiche... Non ci sono quasi più. Sogno forse adesso si sta riprendendo... Per Fede... 
E guarda... Guarda il mondo... - Di nuovo davanti agli occhi di Alessandro appare la visione del mondo così come l'aveva vista l'ultima volta. Ma alcune parti della Rete sono staccate, rotte, irrimediabilmente sembra.
- Figlio, Ci stiamo avvicinando forse alla fine della Storia. Malgrado i nostri sforzi, Nostri delle Note e delle Alterazioni, L'Assenza sta Cancellando la Realtà. E presto non potremo fare più niente. Non ne avremo la Forza.
Uniti dovremo essere nel percorrere ogni strada.
Ti dirò alcune cose Maestro del Segreto. 
Sogno promette di poterci aiutare. Ed io credo che sia vero. Ma temo che abbia qualche altra idea... Eppure 
È un Eterno... Ed anche io, l'Enigma e la Verità sono perplesso. Aiutiamolo. Ma stiamo attenti.-
Poi si ferma... Ti guarda... - Ehm... Ho corso troppo. Mi pareva di aver capito che tu accettassi il ruolo... Giusto?-
Villalobos ascolta la Nota senza interromperla, osserva con amarezza ciò che gli viene mostrato ma ancora non è rassegnato.
- Sì Loki, accetto, accetto e sono felice che la vostra scelta sia ricaduta su di me, sento di poter fare molto, cercherò di usare gli strumenti giusti per sostenere la Fede dai miei fratelli, anche quando saremo in difficoltà, riporteremo in alto il nome Enigma, e tutti, dai più vecchi ai Novizi saranno orgogliosi della loro scelta. Da tanto tempo mi manca il sentirmi in una famiglia, il godere delle emozioni condivise, è tempo che si torni a vivere la "magia" del mito.
- Per quanto riguarda poi la minaccia dei Guardiani, non so molto di loro, non ho strumenti diretti per combatterli ma mi sto già muovendo in prima persona per saperne di più e per trovare una soluzione.-
- Come dice mio fratello Pan per adesso SOLO un modo esiste per combattere i Guardiani. Ed è dando tutto l'aiuto possibile alle Sentinelle che possiamo raggiungere questo risultato! Collabora, Figlio mio, con il Pathos. Collaborate adesso per tornare a Narrare. E ricorda il Massimo insegnamento. La Narrazione è l'Arma più forte! Perché loro sono l'Assenza di Narrazione! Mentre NOI siamo la Narrazione! Non importa quanto sei forte, o bravo, o magicamente preparato, se riuscirai a Narrare la TUA Storia. Sembra più facile di quello che in realtà è!- 
- Sono in contatto proprio con le Sentinelle anche se in effetti è da qualche giorno che non le sento, ma avevo bisogno di incontrarti prima.- Gli dice Alessandro.
Loki si alza, e la stanza lentamente comincia a svanire e mutare... Anche Alessandro si trova in piedi nella Grande Sala di Loki... Davanti adesso vi è un grande altare, con uno splendido Arazzo. L'arazzo raffigura una falena, una farfalla notturna, il simbolo di Enigma. - Adesso vieni, figlio mio, in ginocchio qui davanti a me- Villalobos si inginocchia incantato alla vista dell'arazzo che simboleggia il loro Eterno, il giovane è tanto emozionato da cominciare a sudare leggermente in attesa che Loki prosegua.
La Nota si avvicina, gli pone le mani sulle spalle e si inginocchia di fronte a lui. - A te, Alessandro, io, Loki di Enigma, Prima Nota dell'Armonia, conferisco il titolo di Maestro del Segreto di Enigma, il tuo nome sarà Zuzeca, il Grande Serpente. E ricorda. È vero che senza di noi non ci sarebbe Storia... Ma senza di voi noi come narreremmo?- Sorride amichevolmente.
- E allora oggi prendo l'impegno di fare tutto ciò che sarà in mio potere per far sì che continui ad essere così, affinché questo equilibro non si spezzi.-
 


PATHOS © 2002
Associazione di Letteratura Interattiva